Approfondimenti

Mar 09 2020

IMPOSTA DI REGISTRO E CASO D’USO – ART. 6 D.P.R. N. 131/1986 – LA PRODUZIONE IN GIUDIZIO

Il “caso d’uso”, disciplinato dall’art. 6 del D.P.R. 131/1986, sussiste «quando un atto si deposita, per essere acquisito agli atti, presso le cancellerie giudiziarie nell'esplicazione di attività amministrative o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga ai fini dell'adempimento di un'obbligazione delle suddette amministrazioni, enti o organi ovvero sia obbligatorio per legge o regolamento». Ricorre il “caso d’uso” (e si origina dunque l’obbligo di registrazione) solo se il deposito di un atto vien fatto presso una Cancelleria Giudiziaria nell’esplicazione di attività amministrativa da parte dell’organismo giudiziario, e non invece nell’ipotesi del deposito di un atto che avvenga nell’ambito di un procedimento di giurisdizione contenziosa. L’ambito amministrativo della giurisdizione è tipicamente definito di “volontaria giurisdizione” e vi rientrano, a titolo di esempio, le pronunzie richieste al giudice in tema di tutela dei minori e...

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Feb 10 2020

L’APPLICABILITA’ DELL’ISTITUTO DELLA COMPENSAZIONE ALLA OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA

L’obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione: lo stabilisce lo Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) all’art. 8, rubricato «Tutela della integrità patrimoniale», che lo  ha perentoriamente disposto, al primo comma,  generalizzando così l’istituto a tutto il diritto tributario. L’obbligazione tributaria si sostanzia in un’obbligazione pubblicistica, di natura legale, avente ad oggetto una prestazione pecuniaria. Tale obbligazione, presentando un’identità di struttura con quella civilistica, consente di far riferimento, ai fini della sua disciplina, anche alla normativa dettata dal codice civile. In assenza di espresse previsioni derogatorie, l’istituto della compensazione può legittimamente ritenersi applicabile anche al rapporto d’imposta. L’art. 8, c. 1, L. n. 212/00 non disciplina espressamente la tipologia di crediti che il contribuente può legittimamente opporre in compensazione. Per stabilire se la compensazione di debiti tributari si possa operare anche con crediti di natura extratributaria (es. crediti vantati dal contribuente verso l’A.F. in virtù di rapporti negoziali),...

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Gen 15 2020

LA NOTIFICA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO – IL MANCATO RISPETTO DEL TERMINE DI 60 GG DAL PVC (ART. 12 C.7 LEGGE N. 212 DEL 27/07/2000 STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE) – IL FALLIMENTO DEL CONTRIBUENTE

Vi sono casi in cui l’Agenzia delle Entrate notifica gli avvisi di accertamento prima dello scadere dei 60 giorni dalla notifica del Processo Verbale di Contestazione, con il mancato rispetto dei termini di cui all’art. 12, 7 comma dello statuto dei diritti del contribuente. La Cassazione ha statuito la nullità dell’avviso di accertamento “emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, laddove il provvedimento di imposizione non rechi la motivazione sull’urgenza che ha determinato una siffatta adozione” (Cassazione Civile, Sez. Tributaria, sentenza n. 22320 del 03/10/2010). Il mancato rispetto del termine deve sempre essere motivato dall’Ufficio, e sta al contribuente contestare nel merito la fondatezza della motivazione. Sul punto: “In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, lo Statuto del contribuente deve essere interpretato nel senso che l'inosservanza del...

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Nov 27 2019

SOCIETÀ DI PERSONE CON DUE SOCI – CASI DI ESCLUSIONE DEL SOCIO AMMINISTRATORE AI SENSI DEGLI ARTT. 2286 E 2287 ULTIMO COMMA C.C. – REVOCA DELL’AMMINISTRATORE PER GIUSTA CAUSA AI SENSI DELL’ART. 2259 3° COMMA CODICE CIVILE – LA NOZIONE DI GIUSTA CAUSA

Il socio-amministratore di una società di persone che ponga in essere atti in contrasto con i doveri inerenti al mandato conferitogli e/o con gli obblighi a lui derivanti dalla qualità di socio, può essere escluso dalla società di persone composta da due soci ai sensi degli artt. 2286 e 2287 ultimo comma c.c.. Tra le condotte sanzionabili si pongono, a titolo esemplificativo, l’appropriazione di utili e di risorse della società, ovvero l’utilizzo dei fondi sociali per fini non riconducibili agli scopi statutari, e comunque ogni atto confliggente con la funzione del patto sociale, il quale tende, attraverso i conferimenti e l'esercizio in comune di un'attività economica, proprio al conseguimento ed alla condivisione degli utili. Inoltre, secondo l’art. 2259 del Codice Civile, ciascun socio di società ha il diritto di ottenere la revoca giudiziale dell’amministratore qualora sussista giusta causa. La giusta causa rientra in tutte le ipotesi in cui...

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Ott 21 2019

LODO ARBITRALE IRRITUALE E IMPOSTA DI REGISTRO – ATTO AVENTE NATURA DICHIARATIVA – APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 6 E 9 DELLA TARIFFA PARTE I OVVERO DELL’ART. 4 PARTE II DEL D.P.R. 131/1986

Il lodo che viene pronunciato a seguito di arbitrato irrituale, se è qualificabile come atto di ricognizione del debito (o, più in generale, atto avente natura dichiarativa), non è soggetto alla registrazione in termine fisso e alla tassazione in misura proporzionale di cui all’art. 9 della Tariffa Parte I D.P.R. 131/1986. E’ invece atto soggetto alla registrazione solo in “caso d’uso” e alla tassazione in misura fissa ai sensi dell’art. 4 Tariffa Parte II D.P.R. 131/1986 («Scritture private non autenticate non aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale; conti e rendiconti di ogni genere, scritti, disegni, modelli, fotografie e simili: euro 200»). Come è noto, la Tariffa allegata al D.P.R. 131/1986 prende in considerazione solo la fattispecie dell’arbitrato rituale: all’art. 8 della Parte I prevedendo la tassazione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria che rendono esecutivi i lodi arbitrali rituali, e all’art. 2 della Parte II stabilendo che i...

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Set 14 2019

LA DEDUZIONE AI FINI IRAP DEL PROVENTO RELATIVO AL CREDITO D’IMPOSTA CONCESSO AGLI AUTOTRASPORTATORI DI MERCI PER RIDUZIONE DELL’ACCISA SUL GASOLIO (EX CARBON TAX)

La deduzione ai fini Irap del provento relativo al credito d’imposta concesso agli autotrasportatori di merci per riduzione dell’accisa sul gasolio (ex Carbon Tax) non viola l’art.5 comma 3 del D. Lgs 446/1997. Deve farsi infatti richiamo al contenuto della circolare dell’A.d.E. n. 55/E del 20 giugno 2002, nella quale - con riferimento al trattamento fiscale del suddetto credito d’imposta agli autotrasportatori ai fini IRAP - è affermato che “si ritiene pertanto che il credito di imposta a favore degli esercenti attività di autotrasporto, riproposto da ultimo dal D.L. n.452 del 2001, concorra alla determinazione della base imponibile”. Nella suddetta circolare risulta riportata come segue l’evoluzione della normativa che, fino alla emissione della circolare stessa, ha disciplinato il suddetto credito d’imposta agli autotrasportatori: L del 26 settembre 2000 n. 265 art. 1, convertito con modifiche dalla Legge del 23 novembre 2000 n. 343, che ha disposto il...

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Ott 13 2017

L’AVVISO DI ACCERTAMENTO FISCALE E IL RICHIAMO A DICHIARAZIONI DI TERZI

Allorquando l’avviso di accertamento fiscale si fonda su P.V.C. che ha utilizzato materiale probatorio frutto di indagine penale, vi è l’obbligo dell’ente accertatore di allegare integralmente all’avviso gli atti di indagine contenenti dichiarazioni di tersi soggetti. In difetto, si profila una possibile impugnazione dell’avviso per carente motivazione. Sul punto la giurisprudenza tributaria (CTP Reggio Emilia n.99/2017) ha affrontato con esiti favorevoli al contribuente casi in cui l’impianto motivazionale degli atti impugnati si regge sostanzialmente su documenti, dichiarazioni ed intercettazioni che sarebbero state reperiti in seguito ad indagini penali a carico di terzi e che non sono conosciuti dalla ricorrente, se non tramite il semplice richiamo o riproduzione che ne fa il p.v.c. redatto dalla G.d.F.. Si tratta di casi in cui alla parte ricorrente non sono mai stati portati a conoscenza gli atti “originali” richiamati o riprodotti dal p.v.c.: “In termini generali, facendo cioè richiamo ai principi costituzionali di...

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Set 08 2017

SULLA DECADENZA DALLA LIMITAZIONE DI RESPONSABILITA’ DEL SOCIO ACCOMANDANTE EX ART. 147 L. FALL.

L'art. 147 l. fall. - R.D. n. 267/1942 - prevede in caso di fallimento di una società l'estensione del fallimento ai soci illimitatamente responsabili, senza distinguere tra coloro che siano tali "ab origine" per contratto sociale e quelli che lo siano diventati per effetto di vicende particolari, tra cui va annoverato l'accomandante che si sia ingerito nell'amministrazione della società. (si confronti sul punto la sentenza del Trib. Mantova Sent., 11/10/2007). Detto principio era stato in precedenza chiarito dalla Corte di Cassazione, secondo cui: “La disciplina dell'art. 147 r.d. 16 marzo 1942 n. 267, in tema di estensione del fallimento della società ai soci illimitatamente responsabili, si riferisce non soltanto ai soci illimitatamente responsabili per contratto sociale, ma anche a quegli altri soci che, pur non essendo tenuti per contratto sociale a rispondere illimitatamente, abbiano assunto responsabilità illimitata e solidale verso i terzi in tutte le obbligazioni...

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Ago 30 2017

LA NOTIFICA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO FISCALE – I TERMINI DI PRESCRIZIONE RADDOPPIATI AI SENSI DELL’ART. 37 COMMI 24 E 25 DEL D.L. 223/00 CONVERTITO IN L. N. 248/06

In alcuni casi gli avvisi di accertamento fiscali danno atto che la notifica dei medesimi viene effettuata oltre i termini ordinari di prescrizione in considerazione della avvenuta trasmissione all’Autorità Giudiziaria, effettuata in data anteriore alla scadenza del termine accertativo come previsto dal D.Lgs. 128/2015, della comunicazione di notizia di reato nei confronti del contribuente e delle persone fisiche responsabili del reato stesso. Con la conseguenza che i termini di prescrizione risultano raddoppiati ai sensi dell’art. 37 commi 24 e 25 del D.L. 223/00 convertito in L. n. 248/06. Sulla questione la giurisprudenza afferma che nel caso di avvisi notificati dopo il 02.09.2015, il raddoppio dei termini si può applicare solo se la denuncia penale è stata effettivamente inviata e se questa sia stata presentata entro il termine di scadenza del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Di seguito una delle sentenze sopra...

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Ago 07 2017

PIANO DEL CONSUMATORE AI SENSI DELLA LEGGE N.3 DEL 27 GENNAIO 2012 – LA SOSPENSIONE DELLA PROCEDURA ESECUTIVA INDIVIDUALE

L’art. 12 bis della norma in oggetto prevede che quando, nelle more della convocazione dei creditori, la prosecuzione di specifici procedimenti di esecuzione forzata potrebbe pregiudicare la fattibilità del piano, il giudice, con lo stesso decreto, può disporre la sospensione degli stessi sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo. Vi è pertanto la possibilità per il debitore esecutato di proporre istanza al Giudice del sovraindebitamento per la sospensione della procedura esecutiva, ovvero di proporre la medesima istanza di sospensione al Giudice dell’esecuzione, prima che sia intervenuta la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati....

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