Approfondimenti

  • Gen152020

    LA NOTIFICA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO – IL MANCATO RISPETTO DEL TERMINE DI 60 GG DAL PVC (ART. 12 C.7 LEGGE N. 212 DEL 27/07/2000 STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE) – IL FALLIMENTO DEL CONTRIBUENTE

    Vi sono casi in cui l’Agenzia delle Entrate notifica gli avvisi di accertamento prima dello scadere dei 60 giorni dalla notifica del Processo Verbale di Contestazione, con il mancato rispetto dei termini di cui all’art. 12, 7 comma dello statuto dei diritti del contribuente. La Cassazione ha statuito la nullità dell’avviso di accertamento “emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, laddove il provvedimento di imposizione non rechi la motivazione sull’urgenza che ha determinato una siffatta adozione” (Cassazione Civile, Sez. Tributaria, sentenza n. 22320 del 03/10/2010). Il mancato rispetto del termine deve sempre essere motivato dall’Ufficio, e sta al contribuente contestare nel merito la fondatezza della motivazione. Sul punto: “In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, lo Statuto del contribuente deve essere interpretato nel senso......

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  • Nov272019

    SOCIETÀ DI PERSONE CON DUE SOCI – CASI DI ESCLUSIONE DEL SOCIO AMMINISTRATORE AI SENSI DEGLI ARTT. 2286 E 2287 ULTIMO COMMA C.C. – REVOCA DELL’AMMINISTRATORE PER GIUSTA CAUSA AI SENSI DELL’ART. 2259 3° COMMA CODICE CIVILE – LA NOZIONE DI GIUSTA CAUSA

    Il socio-amministratore di una società di persone che ponga in essere atti in contrasto con i doveri inerenti al mandato conferitogli e/o con gli obblighi a lui derivanti dalla qualità di socio, può essere escluso dalla società di persone composta da due soci ai sensi degli artt. 2286 e 2287 ultimo comma c.c.. Tra le condotte sanzionabili si pongono, a titolo esemplificativo, l’appropriazione di utili e di risorse della società, ovvero l’utilizzo dei fondi sociali per fini non riconducibili agli scopi statutari, e comunque ogni atto confliggente con la funzione del patto sociale, il quale tende, attraverso i conferimenti e l’esercizio in comune di un’attività economica, proprio al conseguimento ed alla condivisione degli utili. Inoltre, secondo l’art. 2259 del Codice Civile, ciascun socio di società ha il diritto di ottenere la revoca giudiziale dell’amministratore qualora sussista giusta causa. La giusta causa rientra in tutte le......

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  • Ott212019

    LODO ARBITRALE IRRITUALE E IMPOSTA DI REGISTRO – ATTO AVENTE NATURA DICHIARATIVA – APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 6 E 9 DELLA TARIFFA PARTE I OVVERO DELL’ART. 4 PARTE II DEL D.P.R. 131/1986

    Il lodo che viene pronunciato a seguito di arbitrato irrituale, se è qualificabile come atto di ricognizione del debito (o, più in generale, atto avente natura dichiarativa), non è soggetto alla registrazione in termine fisso e alla tassazione in misura proporzionale di cui all’art. 9 della Tariffa Parte I D.P.R. 131/1986. E’ invece atto soggetto alla registrazione solo in “caso d’uso” e alla tassazione in misura fissa ai sensi dell’art. 4 Tariffa Parte II D.P.R. 131/1986 («Scritture private non autenticate non aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale; conti e rendiconti di ogni genere, scritti, disegni, modelli, fotografie e simili: euro 200»). Come è noto, la Tariffa allegata al D.P.R. 131/1986 prende in considerazione solo la fattispecie dell’arbitrato rituale: all’art. 8 della Parte I prevedendo la tassazione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria che rendono esecutivi i lodi arbitrali rituali, e all’art. 2 della Parte II stabilendo......

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  • Set142019

    LA DEDUZIONE AI FINI IRAP DEL PROVENTO RELATIVO AL CREDITO D’IMPOSTA CONCESSO AGLI AUTOTRASPORTATORI DI MERCI PER RIDUZIONE DELL’ACCISA SUL GASOLIO (EX CARBON TAX)

    La deduzione ai fini Irap del provento relativo al credito d’imposta concesso agli autotrasportatori di merci per riduzione dell’accisa sul gasolio (ex Carbon Tax) non viola l’art.5 comma 3 del D. Lgs 446/1997. Deve farsi infatti richiamo al contenuto della circolare dell’A.d.E. n. 55/E del 20 giugno 2002, nella quale – con riferimento al trattamento fiscale del suddetto credito d’imposta agli autotrasportatori ai fini IRAP – è affermato che “si ritiene pertanto che il credito di imposta a favore degli esercenti attività di autotrasporto, riproposto da ultimo dal D.L. n.452 del 2001, concorra alla determinazione della base imponibile”. Nella suddetta circolare risulta riportata come segue l’evoluzione della normativa che, fino alla emissione della circolare stessa, ha disciplinato il suddetto credito d’imposta agli autotrasportatori: L del 26 settembre 2000 n. 265 art. 1, convertito con modifiche dalla Legge del 23 novembre 2000 n. 343, che ha......

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  • Ott132017

    L’AVVISO DI ACCERTAMENTO FISCALE E IL RICHIAMO A DICHIARAZIONI DI TERZI

    Allorquando l’avviso di accertamento fiscale si fonda su P.V.C. che ha utilizzato materiale probatorio frutto di indagine penale, vi è l’obbligo dell’ente accertatore di allegare integralmente all’avviso gli atti di indagine contenenti dichiarazioni di tersi soggetti. In difetto, si profila una possibile impugnazione dell’avviso per carente motivazione. Sul punto la giurisprudenza tributaria (CTP Reggio Emilia n.99/2017) ha affrontato con esiti favorevoli al contribuente casi in cui l’impianto motivazionale degli atti impugnati si regge sostanzialmente su documenti, dichiarazioni ed intercettazioni che sarebbero state reperiti in seguito ad indagini penali a carico di terzi e che non sono conosciuti dalla ricorrente, se non tramite il semplice richiamo o riproduzione che ne fa il p.v.c. redatto dalla G.d.F.. Si tratta di casi in cui alla parte ricorrente non sono mai stati portati a conoscenza gli atti “originali” richiamati o riprodotti dal p.v.c.: “In termini generali, facendo cioè richiamo......

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  • Set082017

    SULLA DECADENZA DALLA LIMITAZIONE DI RESPONSABILITA’ DEL SOCIO ACCOMANDANTE EX ART. 147 L. FALL.

    L’art. 147 l. fall. – R.D. n. 267/1942 – prevede in caso di fallimento di una società l’estensione del fallimento ai soci illimitatamente responsabili, senza distinguere tra coloro che siano tali “ab origine” per contratto sociale e quelli che lo siano diventati per effetto di vicende particolari, tra cui va annoverato l’accomandante che si sia ingerito nell’amministrazione della società. (si confronti sul punto la sentenza del Trib. Mantova Sent., 11/10/2007). Detto principio era stato in precedenza chiarito dalla Corte di Cassazione, secondo cui: “La disciplina dell’art. 147 r.d. 16 marzo 1942 n. 267, in tema di estensione del fallimento della società ai soci illimitatamente responsabili, si riferisce non soltanto ai soci illimitatamente responsabili per contratto sociale, ma anche a quegli altri soci che, pur non essendo tenuti per contratto sociale a rispondere illimitatamente, abbiano assunto responsabilità illimitata e solidale verso i terzi in tutte le......

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  • Ago302017

    LA NOTIFICA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO FISCALE – I TERMINI DI PRESCRIZIONE RADDOPPIATI AI SENSI DELL’ART. 37 COMMI 24 E 25 DEL D.L. 223/00 CONVERTITO IN L. N. 248/06

    In alcuni casi gli avvisi di accertamento fiscali danno atto che la notifica dei medesimi viene effettuata oltre i termini ordinari di prescrizione in considerazione della avvenuta trasmissione all’Autorità Giudiziaria, effettuata in data anteriore alla scadenza del termine accertativo come previsto dal D.Lgs. 128/2015, della comunicazione di notizia di reato nei confronti del contribuente e delle persone fisiche responsabili del reato stesso. Con la conseguenza che i termini di prescrizione risultano raddoppiati ai sensi dell’art. 37 commi 24 e 25 del D.L. 223/00 convertito in L. n. 248/06. Sulla questione la giurisprudenza afferma che nel caso di avvisi notificati dopo il 02.09.2015, il raddoppio dei termini si può applicare solo se la denuncia penale è stata effettivamente inviata e se questa sia stata presentata entro il termine di scadenza del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Di seguito una......

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  • Ago072017

    PIANO DEL CONSUMATORE AI SENSI DELLA LEGGE N.3 DEL 27 GENNAIO 2012 – LA SOSPENSIONE DELLA PROCEDURA ESECUTIVA INDIVIDUALE

    L’art. 12 bis della norma in oggetto prevede che quando, nelle more della convocazione dei creditori, la prosecuzione di specifici procedimenti di esecuzione forzata potrebbe pregiudicare la fattibilità del piano, il giudice, con lo stesso decreto, può disporre la sospensione degli stessi sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo. Vi è pertanto la possibilità per il debitore esecutato di proporre istanza al Giudice del sovraindebitamento per la sospensione della procedura esecutiva, ovvero di proporre la medesima istanza di sospensione al Giudice dell’esecuzione, prima che sia intervenuta la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati....

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  • Nov242015

    IL LEASING TRASLATIVO RISOLTO PRIMA DEL FALLIMENTO – Applicazione art. 1526 Cod. Civ.

    E’ noto che nel leasing di godimento è necessario che il contratto venga pattuito con funzione di finanziamento rispetto a beni non idonei a conservare un apprezzabile valore residuale alla scadenza del rapporto ed a fronte di canoni che configurano esclusivamente il corrispettivo dell’uso dei beni stessi; per contro, ai fini della qualificazione del leasing traslativo, è necessario che la pattuizione si riferisca a beni atti a conservare, a quella scadenza, un valore residuo superiore all’importo convenuto per l’opzione e che i canoni abbiano avuto la funzione di scontare anche una quota del prezzo di previsione del successivo acquisto. L’elemento imprescindibile e dal cui accertamento dipende la qualificazione giuridica del rapporto è quindi quello di verificare se “il godimento temporaneo da parte dell’utilizzatore esaurisca la funzione economica del bene, ovvero la funzione del contratto sia predeterminata solo in funzione dell’ulteriore differito trasferimento del bene e......

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  • Nov102015

    LA NULLITA’ DEI CONTRATTI BANCARI PER DIFETTO DI IDONEA FORMA SCRITTA E MANCANCA DI SOTTOSCRIZIONE DA PARTE DELLA BANCA

    Si verificano di frequente casi in cui non siano prodotti agli atti di causa i contratti bancari muniti di idonee firme a nome e per conto della banca. E’ altresì frequente che manchi pure la dichiarazione rilasciata dal correntista di aver ricevuto copia dei contratti di conto corrente che fosse firmata in modo idoneo da funzionario della banca e che contenesse tutte le pattuizioni e condizioni contrattuali. E’ importante evidenziare come vada distinta l’ipotesi in cui il correntista dichiari solo di aver ricevuto copia semplice del documento o del foglio informativo delle condizioni di conto, da quella, ben diversa, in cui il correntista dichiari di aver ricevuto copia di tutti tali documenti debitamente sottoscritti dalla banca. La necessaria sottoscrizione del contratto – a pena di nullità – ad opera di entrambe le parti è principio consacrato dalla Suprema Corte di Cassazione: “Qualsiasi contratto degli enti......

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